La Consapevolezza del Sè

La Consapevolezza del Sè
28 Maggio 2020 Harihar

Un estratto del mio libro: “La Consapevolezza del Sè”

La mente cerca di capire, cerca di vedere, di immaginare, scoprire. Lavora sempre e quando cerchiamo di non farla lavorare, lavora per questo. Quindi come si può raggiungere uno stato di non pensiero? 

Ti darò qui due visioni. La prima è quella in cui cerchi di non pensare e per farlo utilizzi lo strumento che hai sempre usato: la mente stessa. In questo modo non c’è via di uscita. La mente sembra essere l’unica realtà esistente. Cercherai di immaginare il silenzio, di ricrearlo, di plasmare gli altri contenuti mentali, ma non ne uscirai. L’altra possibilità è che ti accorga che ciò che sei, è già non pensato. Ciò che sei è già lo spazio di non pensiero. 

Come puoi accedervi? 

Smettendo di cercare e stando.

Come ho descritto in altri capitoli, lo stare non sembra essere fra le cose più facili, anche se scoprirai che lo è. È la cosa più semplice da fare. Il passo più leggero. Include in se una semplicità disarmante. Talmente semplice da diventare complessa, per noi persone complicate. 

Realizza che non ce nulla da cercare. 

“Ma come, non c’è nulla? Cosa cerco allora, dove vado, cosa sono?”

La mente impazzisce davanti alla semplicità.

“Troppo semplice, non è possibile, dovrò di certo TROVARE qualcosa!!”

È con questo inganno che la mente ti porta a spasso. Ti porta fra un pensiero e un altro, fra una sensazione e l’altra, ma chi sta testimoniando tutto ciò? Chi c’è dietro questo scenario, senza dire e fare nulla? 

Sei tu. 

Certo, la mente cercherà di vedere dove si trova questo “tu”, ma non potrà mai trovarlo, perché la mente non può vedere colui che osserva la mente, come l’occhiale non può vedere colui che lo indossa. 

La mente è cieca e può vedere solo il suo mondo, come il sogno che sogna se stesso. Tu sei il sognatore, che anche quando crede di essere il sognato, non lo è mai; mai.

Non cercare, stai nella semplice coscienza vuota, senza aspettarti nulla. Col cuore aperto e con devoto incanto. Tu sei prima, sei sempre e quando dico sempre è SEMPRE. Prima di qualsiasi cosa che senti o che appare nella tua coscienza. Sei prima del pensiero, prima del dolore, prima del ricordo, prima dell’idea di te, prima dell’idea che sei prima. Prima di tutto. Nulla potrebbe esistere se non vi fosse la coscienza, all’interno della quale tutto può esistere. Come potresti dire: “Amo la vita” se non ci fosse prima la coscienza che la osserva Come potresti sentire rabbia o stupore, se non ci fossi tu a sentirla. Sei sempre ciò che esiste prima. 

Rilassati e adagiati quieto in te, senza cercare nulla. Non c’è nessun “io” che tu possa trovare se non quello che già sei. Come potresti trovarti se sei colui che si sta cercando? Come potresti vederti se sei colui che guarda?

È assolutamente meravigliosa la completezza di cui ti sto parlando. Siamo così perfetti, proprio perché non vi è possibilità di aggiungere nessuna critica o definizione a colui che generandola creerebbe qualcosa in più rispetto a se. Sei uno e uno soltanto. 

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