La Meditazione

La Meditazione
24 Aprile 2020 Harihar

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R: E’ il principio che non funziona in questo modo. Non si tratta di usare la meditazione per trovare qualcosa, ma si tratta di usare lo strumento che รจ la meditazione per smettere di cercare qualcosa.

Quindi la meditazione รจ qualsiasi atto noi compiamo che ci allontana dal cercare, cioรจ che interrompe e rilassa quel movimento frenetico dell’ego di cercare sempre qualcosa e di ottenere un risultato.

Si puรฒ chiamare meditazione tutto quello che ha il potere di fermare questo movimento e ci porta nella quiete interiore e poi nello stato di presenza, che esiste prima di qualsiasi movimento.

Quindi non troviamo nulla nella meditazione se non ciรฒ che c’รจ prima di ogni impulso a cercare.

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R: Posso dire che esiste un principio che accomuna tutte le tecniche meditative, questo principio รจ la resa. In occidente รจ piรน comprensibile usare termini come abbandonarsi, aprirsi o riaprirsi a se stessi. Quindi il modo giusto in qualsiasi tecnica di meditazione รจ quello che include un processo di apertura, di accoglienza, di presa di coscienza della presenza, della fonte che esiste prima di ogni processo esteriore.

Prima di un pensiero c’รจ un testimone, prima di un’azione c’รจ il testimone dell’azione, prima di ogni movimento c’รจ una presenza che รจ consapevole di quel movimento, prima di meditare c’รจ colui che medita. Quindi qualsiasi tecnica di meditazione dovrebbe avere in sรฉ il movimento che porta a questa essenza, alla consapevolezza che c’รจ prima di tutto.

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R: Potrebbero essere la stessa cosa, ma dipende da cosa intendiamo. Solitamente detto cosรฌ, investigare richiama piรน un ragionare, quindi un pensare a chi sono io, mentre meditare implica una rinuncia, cioรจ lasciare andare il pensiero di chi sono io per realizzare chi sono io, che รจ una cosa diversa.

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R: Non sei tu che distingui cosa รจ reale e cosa non lo รจ, quello che accade รจ che ciรฒ che รจ reale rimane, mentre ciรฒ che non lo รจ se ne va. Quando siamo disposti a permettere a questo processo di avvenire dentro di noi, il reale si manifesta da solo e ciรฒ che non รจ reale spontaneamente se ne va. Contrariamente, quando siamo noi a voler capire cosa รจ reale e che cosa non lo รจ, rimaniamo in un campo irreale, perchรฉ la mente non puรฒ definire ciรฒ che รจ reale e ciรฒ che non lo รจ. Tutto ciรฒ che la mente definisce รจ di per sรฉ irreale. Anche quando la mente definisce reale qualcosa che fondamentalmente lo รจ, la definizione mentale รจ di per sรฉ irreale. Per conoscere che cosa รจ reale dobbiamo smettere di dare un significato alle cose. Allora ciรฒ che รจ reale si manifesta e ciรฒ che non รจ reale scompare.

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R: Certo. L’unica cosa รจ che quando scendiamo in stadi piรน profondi di meditazione, spesso abbiamo bisogno di qualcuno che ci faccia comprendere o ci dia la forza di attraversare certi processi.

Una cosa รจ un semplice atto di quieta consapevolezza, un quieto stare, un’altra รจ entrare in processi meditativi piรน ampi e profondi, come quando agiamo sull’energia. Quando nel nostro corpo si risvegliano forze spirituali ed energetiche vuol dire che il processo sta diventando piรน profondo e puรฒ essere necessario e importante avere a fianco qualcuno che ci supporti. Una guida che ha attraversato questo stesso sentiero e che ci sappia dare sostegno con la sua esperienza personale.

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R: Finchรฉ una persona sta cercando una certezza non รจ pronta. Di solito una persona entra nel campo spirituale quando si rompe una certezza di fondo: la certezza che ciรฒ che lui pensa o crede sia reale. Questo puรฒ accadere attraverso diverse esperienze di vita: qualcuno che ci lascia, un progetto che fallisce o qualcosa che per noi era importante ci abbandona. Quando ogni nostra certezza si rompe, il circolo si ricongiunge e il cerchio si chiude. Da un lungo processo torniamo in qualche modo a noi. A quel punto si apre una porta, uno spiraglio che ci permette di cogliere l’impermanenza.

Solo allora sarร  possibile iniziare veramente un percorso spirituale.

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